Alla ricerca di uno standard valido

Google DART: standard javascript
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Il web mobile è il nuovo futuro: i dati parlano chiaro e ce ne rendiamo conto nella vita di tutti i giorni.
Passiamo in tanti, me compreso, molto tempo ad usare decine di app che si collegano alla rete Internet ma senza che queste realmente poggino su un’interfaccia web, utilizziamo più che altro applicazioni native o porting di quanto già visto su altri dispositivi al posto di quanto è già presente in rete.
Eppure si parla tanto di web application ma poi quando se ne prende considerazione come alternativa alle applicazioni native Iphone / Ipad o Android ci viene da chiederci:ma non è una soluzione semplicistica? Non è meglio se utilizzo un app sviluppata direttamente per quel linguaggio?

Da programmatore mi verrebbe da dire “Certo!” ma da internauta veterano mi viene da pensare..software mobile = Internet, Internet = sviluppo web..quindi perchè non pensare ad HTML 5, CSS3, ?
Perchè studiare un linguaggio specifico del dispositivo per far ciò che in realtà è specifico per la rete?

Forse stiamo inserendo nuovi problemi e vincoli allo sviluppo della rete Internet..in un passato nemmeno troppo remoto, il freno era l’incompatibilità tra i diversi browser e un’enorme difficoltà di upgrade da parte dell’utente tipo, oggi l’ostacolo all’espansione di soluzioni web alla portata di tutti, desktop o mobile, diventa lo stesso dispositivo, che preferisce applicazioni native al posto di applicazioni reattive a seconda dell’esigenza.
E questo mi sembra un enorme passo indietro.

Una volta c’era Flash..e io lo so bene essendone stato developer per 6 anni..oggi non c’è più, o meglio, c’è come ce n’è richiesta nel campo delle Flex application ma sicuramente è in fase terminale per quanto riguarda il web..eppure rimane uno dei plug-in più diffusi ed utilizzati in Internet.

Nonostante questo ne decretiamo, o ne hanno decretato, la morte presentando come successore un presunto standard che vuole ripetere quello che Adobe ha fatto molto semplicemente e meglio finora..HTML5, CSS3, Javascript, non offrono molto più di quello che Actionscript e Flash insieme ci hanno dato fino ad oggi, anzi, non riescono proprio ad offrire un’alternativa valida per la creazione di qualcosa che vada oltre lo slideshow stiloso e le news a comparsa. Quindi chi vuole fare di più o semplicemente creare quanto era già possibile con un object Flash, è costretto ad impegnarsi nello sviluppare nativamente per un unico sistema operativo in un linguaggio proprietario o riadattato, per lavorare, risolvere problemi, comunicare..dove? Nella rete GLOBALE.

Come web designer e web developer mi trovo in una situazione di stallo..vorrei buttarmi totalmente su Javascript ma ogni volta che ci provo mi scontro con la mancanza di solide basi per progetti scalabili, la troppa verbosità, evidenti problemi di sicurezza e un’oggettiva difficoltà nel ripetere quanto è possibile con un qualunque linguaggio ad oggetti. E quindi mi trovo fermo nell’attesa di qualcosa che forse non arriverà mai.
Potremi buttarmi su Iphone, Android, Windows Phone ma la scelta non sarà mai una soluzione comune a tutti, come lo è stato fino a poco fa Flash con il suo plug-in onnipresente..Adobe non l’aveva pensata male, “uno per tutti, tutti per uno”, sviluppa una volta e porta ovunque..ora uno per tutti sarebbe lo standard futuro, HTML5, ma con troppe limitazioni oggettive che, nel caso di qualcosa di più elevato, ci costringono alla scelta di una moda o di una fede tecnologica.

Nella realizzazione di siti il problema si è sempre risolto tramite il progressive enhancement, anche quando questo termine non esisteva: si lavorava per il browser più recente e diffuso facendo attenzione a non perder troppo nelle versioni più vecchie ma comunque diffuse, nell’adattabilità dei siti ai diversi device si punta sulla reattività del template con un’occhio di riguardo per quelli più diffusi, ma nello sviluppo di applicazioni sociali realmente interattive, modulari e scalabili mi sembra che Javascript, per quanto semplice e diffuso, non sia proprio la chiave giusta per render tutti più o meno contenti, sviluppatori in primis.

Google ci prova con Dart, un nuovo e reale linguaggio ad oggetti molto simile a Java che mira a spodestare Javascript e quindi eliminare tutti i suoi problemi..un nuovo punto di partenza per lo sviluppo di applicazioni vere e scalabili, un vero Web 2.0.

L’intento è nobile: ovviare alle carenze del linguaggio più diffuso al mondo con una sua evoluzione diretta che funge da catalizzatore dell’evoluzione del web stesso, ma si diffonderà sui vari browser e nello stesso modo?
E soprattutto, ha un senso riproporre e cercare di diffondere una nuova tecnologia proprietaria proprio ora che ci si sta sbarazzando di un’altra, Flash, ancora molto diffusa ed utilizzata?

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