» Legge Levi-Prodi: “chiudiamo la bocca a Internet”


A volte penso a quante contraddizioni ci sono nel nostro paese, quanti problemi creati in passato che devono ancora trovare una soluzione, quanto spreco d’energia e soldi ogni giorno, quanto sia difficile trovare un lavoro dignitoso anche per chi ne è più che degno.
Cerco comunque di guardare sempre positivamente al futuro, credendo che il nostro paese possa risalire e tornare un posto in cui essere fieri di vivere, magari governato da persone che sanno quello che fanno e lavorano per il bene degli italiani.
Finchè non leggo notizie come questa…

Proposta gia approvata dal consiglio dei ministri ma non ancora dal parlamento:
La nuova legge Levi-Prodi prevede che chiunque realizzi un sito web debba registrarlo al ROC (Registro degli operatori di comunicazione), un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
Oltretutto la legge-minaccia obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
E per finire i siti approvati dal ROC risponderanno in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori, ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale.

Quindi con questa nuova legge, approvata all’unanimità dal consiglio dei ministri ma non ancora dal parlamento, non solo si aggiungono nuove tasse e iter burocratici ad operazioni già lunghe e noiose come la registrazione di un dominio .IT ma si obbliga il titolare del sito ad essere censito, a dotarsi di un giornalista professionista e a rischiare la galera nel caso gli sfugga qualche notizia “scomoda”.

Il proposito “buono” della legge è espresso nell’articolo 7 della stessa:
“L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.”
Per chi volesse approfondire o semplicemente non crede a queste parole ecco il PDF del Decreto.

Avrete notato che si parla di attività editoriale e quindi un sito come questo e altri migliaia che fanno informazione per puro accrescimento personale, volontà di confronto e miglioramento della rete in generale non dovrebbe essere contemplato.
Beh, i nostri ministri, almeno questa volta, hanno sentito il bisogno di esprimersi chiaramente, nell’articolo 5:
“Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria.
L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative.”

In pratica il solo scrivere un tutorial, dire le proprie impressioni ed esperienze in qualsiasi ambito o segnalare una risorsa utile e gratuita verrebbe considerato attività editoriale, che richiede OBBLIGATORIA iscrizione al ROC e controllo da parte dello stesso.
La morte dell’Open Source dell’informazione e della cultura ma solo in Italia!
Una legge illiberale e antidemocratica che bloccherebbe la già lenta crescita dell’Internet italiano mentre il resto del mondo continuerà ad andare avanti.

E il disagio non colpirebbe solo gli utenti ma anche i servizi di hosting italiani come quello dove risiede questa pagina: è facile pensare che ci sarebbe una migrazione di massa di chi sulla rete vuole rimanere per continuare a dire la sua come ha fatto finora verso hosting stranieri, con domini stranieri.

E i servizi di Social Network italiani che fine farebbero?
E’ concepibile vagliare ogni segnalazione e notizia postata da migliaia di utenti al giorno?
E’ concepibile subire giudizio o censura per ogni parola che scrivo su un blog o su un forum?

Per quanto la legge sia stata approvata in Agosto nel comodo silenzio, fortunatamente ora la comunità web italiana si sta muovendo per far sì che si possa continuare ad essere liberi di comunicare e di crescere insieme senza altre tasse, limitazioni e censure.
Quindi non vi consiglio ma vi chiedo di firmare anche voi la petizione per SALVARE INTERNET e segnalarla in giro: dobbiamo essere uniti per difendere lo spazio che tutti ci meritiamo!

Ritieni questo post utile o interessante?
Condividi e Segnala

, , , ,

Leggi anche:

Feed dei commenti dei commenti - lascia un commento - trackback

Rispondi al post